guida a un uso critico dei servizi per le dipendenze a Napoli

di Stefano Vecchio - Direttore Dipartimento Farmacodipendenze ASL NA1

Nonostante le leggi istitutive dei servizi per le tossicodipendenze siano state approvate, prevalentemente per motivi di controllo sociale, la lunga storia degli incontri tra operatori e consumatori, negli anni, ha creato diverse opportunità di assistenza nei servizi che è utile conoscere.
Proverò, nello spazio minimo a disposizione, a tracciare una traiettoria su servizi ed azioni a Napoli, per quanto possibile dal punto di vista dei consumatori di droghe: cosa possono aspettarsi e pretendere dal sistema dei servizi cittadino.
Consumatori di eroina.sert?
L'eroinomane, si sa, è il consumatore che ha fatto la gavetta e su di lui si sono sbizzarrite tutte le esercitazioni di creazione di stereotipi (criminale, infetto...).
Ma l'eroinomane, essendo stato il primo consumatore a creare problemi ( ma nessuno si accorgeva che aveva problemi e forse per questa indifferenza li ha creati!) e ad assumere una dimensione di massa è anche tutt'oggi il tossico al quale sono dedicati la maggioranza dei servizi pubblici e del cosiddetto terzo settore.
Ma pochi eroinomani sanno cosa realmente un SerT o una Comunità etc.
può offrirgli e, soprattutto, quali sono suoi diritti ed il loro esercizio nei limiti delle leggi.
Per prima cosa molti sanno che è possibile prendere i farmaci sostitutivi( metadone e subutex) ma pochi hanno le informazioni adatte per poter valutare come concordare la terapia migliore.
Perché la terapia è da concordare, né da subire passivamente (si tratta della sua salute), né da imporre come se fosse una conquista.
Il "tossico" deve pretendere il diritto ad essere accolto, ascoltato, e a ricevere informazioni sui significati e i limiti dei diversi trattamenti.
Deve sapere che i farmaci sostitutivi lo aiutano ad allontanarsi dal mercato, a modificare i comportamenti a rischio per la salute (scambio siringhe) e per la società (microcriminalità:non ha più bisogno di rubare se si fa di meno o se non si fa più).
Deve sapere che non esiste la terapia migliore in generale ma quella più adatta a lui in quel momento della sua vita.
Ma deve anche sapere che da un SerT può pretendere di più del solo farmaco: ad esempio un incontro con uno psicologo, con un assistente sociale per discutere e valutare eventuali problematiche accumulate od elaborate attraverso la relazione con il mondo dell'illegalità che rappresenta il maggior rischio dei consumi di droghe in Italia.
Ma anche con un medico: infatti oltre ai sacrosanti farmaci sostitutivi si ha il diritto di richiedere visite mediche, analisi cliniche, insomma controlli periodici sullo stato di salute e non sporadici.
Ancora, quando un trattamento farmacologico si è stabilizzato, se si lavora anche al fine di gestire autonomamente la terapia si ha il diritto di chiedere l'affidamento del farmaco, ma si deve sapere che si ha il dovere di consumarlo secondo la prescrizione del servizio.
Inoltre, per motivi di lavoro, si può chiedere di essere "appoggiati" ad altro servizio sia della propria città che di altra città.
Ogni Distretto Sanitario di Base (sono dieci, corrispondenti ai quartieri delle Municipalità) ha un SerT ed in genere chi risiede in quella zona si riferisce al suo servizio territoriale Inoltre a Napoli, pur tra le disfunzioni, chi vuole provare a fermarsi, senza nessuna necessità di cambiamenti obbligati, può riferirsi alle quattro strutture intermedie della città: il Centro Palomar in via Manzoni n.249 con un centro diurno ed una funzione di breve residenzialità; il Progetto Aleph a Soccavo in via Ben Hur con un centro diurno ed una struttura residenziale; il Centro Arteteca con un centro diurno a Miano ed il Centro Lilliput con un centro diurno a Ponticelli.
Per quanto riguarda le Comunità a Napoli ce ne sono due diurne: SAMAN La Stella e La Tenda Onlus alla Sanità.
Poi ve ne sono ormai di tutti i tipi sparsi sul territorio nazionale.
Ma è bene confrontarsi con gli operatori, prima di andare in Comunità, sui rischi ed i vantaggi.
Intanto bisogna sapere che non sono a pagamento in quanto sono convenzionate.
Soprattutto bisogna difendersi dalle pressioni sociali ed anche familiari (quando sono presenti è bene chiedere aiuto ai servizi piuttosto che aumentare conflitti ed inutili attese di grandi cambiamenti) che spingono a realizzare azioni eroiche fortemente dannose per la persona…Gli immigrati STP(clandestini) hanno il diritto, in Italia, di ricevere tutte le cure descritte fino ad ora.
Quando un SerT crea ostacoli fittizi, es per il certificato STP della ASL, è consigliabile farsi aiutare da una associazione ( ad esempio nei pressi della stazione è attivo un drop-in per gli immigrati tossicodipendenti).
Per l'alcolismo si può fare riferimento ai Sert o alle strutture intermedie e poi vi sono gli Alcolisti Anonimi, molto presenti, che sono diventati molto più aperti e flessibili.
Chi è detenuto in uno dei due carceri napoletane ha diritto per la legge italiana ad avere l'assistenza dal SerT interno dell'Area Penale e soprattutto chi seguiva un trattamento con metadone o subutex prima della detenzione ha diritto a continuarlo in carcere.
A Napoli, anche se buona parte del personale è precario, l'assistenza in carcere è possibile.
Oltre al trattamento in carcere si può chiedere di beneficiare di una misura alternativa alla detenzione che oggi è più accessibile.
Inoltre attualmente Servizi Pubblici, Comune e Terzo Settore stanno costruendo un progetto per migliorare il circuito di alternativa alla detenzione.
Accenno solo alle iniziative di reinserimento sociale con l'associazionismo e lavorativo con la cooperazione sociale.
Infine, per chi continua ad usare droghe di strada può rivolgersi al camper piazzato ogni sera alla Stazione Centrale e prendersi siringhe pulite e preservativi per difendersi da epatiti e AIDS o alla unità di strada itinerante che si ferma in diverse aree della città: nei pressi di piazza Garibaldi, del Mercato, di Capodichino ad orari prestabiliti in relazione alla presenza dei consumatori.
Tutto ciò ha a che fare con diritti intesi nel senso di possibilità di recupero e valorizzazione di capacità di socializzazione e di opportunità di integrazione sociale piuttosto che di terapia di una malattia.
Ma invece per chi non è dipendente da eroina e soprattutto usa droghe e sostanze varie in contesti ricreativi o comunque sporadicamente, quando ha un problema a chi può fare riferimento considerando che i servizi per gli eroinomani sono poco attrezzati per queste richieste?
Purtroppo a Napoli siamo in fase iniziale, le istituzioni sono poco attente, le leggi ancora meno ma qualcosa si può fare.
Intanto è attivo, anche se con qualche difficoltà finanziaria, un progetto verso le nuove droghe ed i nuovi stili di consumo giovanili e non.
Il progetto sta provando a realizzare osservazioni partecipate in alcuni luoghi della ricreazione ma ancora non siamo riusciti a contattare consumatori e giovani disposti a collaborare per avere più informazioni.
E' attualmente attivo un numero telefonico al quale si può fare riferimento per ogni problema o domanda (3334981220) un indirizzo di posta elettronica (spiderdip@aslna1.napoli.it) ed è in allestimento un sito web.
Per i consumatori di cocaina si sta realizzando un progetto specifico, che in parte si intreccia con quello precedente, che sta provando incontri con consumatori, centri sociali e gruppi giovanili, realtà del divertimento etc, e due ricerche in atto .
Nel frattempo chi ha raggiunto una dipendenza o un consumo problematico fa bene a chiedere aiuto ad un SerT o ad una struttura intermedia e, considerando i notI problemi di privacy, si può chiedere un appuntamento protetto in un'ora pomeridiana.
Infine un appello ai centri sociali, alle associazioni ed aggregazioni giovanili: a Napoli mancano iniziative e luoghi non istituzionali di autogoverno delle informazioni e di servizio per un consumo responsabile e per la difesa dei diritti dei consumatori!
Faccio una proposta, quasi scontata: e se provassimo a farlo allo SKA a piazza del Gesù?